
TORINO – Mole Antonelliana,particolare
Curiosità enogastronomiche
Il Bicerin è una delle più antiche e tipiche bevande piemontesi: un bicchierino di caffè, cioccolata e crema di latte. A metà Ottocento se ne conoscevano tre varianti: pur e fior (caffè e crema di latte); pur e barba (caffè e cioccolato); un po’d tut (crema di latte, caffè e cioccolato). L’invenzione è attribuita al Caffè Florio o al Bicerin, ma oggi il luogo più tipico per degustarlo è proprio il Bicerin.
L’aperitivo a Torino è un vero e proprio rito, è qui che il Vermouth o “vino truccato con erbe e spezie” inventato nel 1786 da Benedetto Carpano fu servito la prima volta ai tavoli della bottega Carpano sotto i portici di Piazza Castello. Dopo vennero i Cinzano e i Martini e Rossi a Chieri dove il Museo Martini racconta la storia di una bevanda ormai famosa in tutto il mondo.
Le tre ”B del Piemonte”: Barolo, Barbaresco e Barbera.
Il re dei re il Barolo, è prodotto in undici comuni nella zona di Barolo (Cuneo).
Vino di fama internazionale deve avere un invecchiamento obbligatorio di almeno 3 anni, due dei quali in botti di rovere ed una gradazione alcolica minima di 13°, ideale per arrosti. Il Barbaresco si produce da uve Nebbiolo della zona di Alba e dintorni, più delicato del Barolo deve avere un invecchiamento di 2 anni, uno dei quali in botti di rovere o castagno ed una gradazione alcolica minima di 12,5°. E’ ideale per carni rosse ed in particolare per la selvaggina. Il Barbera vino di maggior diffusione in Piemonte è prodotto soprattutto ad Asti e Alba. Ottimo da pasto, ha una gradazione da 11,5° (normale) a 12,5° (superiore).
A Torino nasce la cioccolata.
La mescita di questa gustosa bevanda è autorizzata ufficialmente nel 1678 da Madama Reale Giovanna Battista Nemours e già nel settecento la cioccolata diventa solida e si trasforma in tavoletta di cioccolato. Nascono in Piemonte le prime grandi aziende come la Caffarel, dove si insegna il nuovo mestiere perfino ad aspiranti cioccolatieri provenienti dalla Svizzera. Il gianduia nasce nel 1865 ad opera di Michel Prochet che, mescolando cioccolato e nocciole tostate per risparmiare sul cacao, inventa senza saperlo il grande protagonista delle prelibatezze dolciarie piemontesi: il gianduiotto. Torino è da sempre maestra in Europa nell’arte di lavorare il cioccolato, fin da quando riuscì ad inventare un ingegnoso sistema per separare il burro di cacao, che limitava la preparazione all’uso esclusivo di bevande, ottenendo così una pasta di cioccolato solida. Era l’inizio di una tradizione dolciaria che si sarebbe sviluppata enormemente e che avrebbe fatto conoscere Torino in tutto il mondo. Ancora oggi la città mantiene il primato nazionale della confezione di un‘irresistibile pralineria.
Fabbricazione del cacao.
In una prima fase le fave di cacao vengono sottoposte a tostatura per eliminare l’acidità volatile e svilupparne l’aroma, poi si procede alla frantumazione nei rompicacao. La granella così ottenuta e lo zucchero da miscelare sono sottoposti a macinazione separatamente. La granella diventa una pasta fluida per la presenza di burro di cacao. Gli ingredienti base: pasta, burro di cacao, saccarosio, sono miscelati con additivi, aromi, latte, nocciole etc. La massa fluida ottenuta è sottoposta a raffinazione, che riduce le particelle a dimensioni piccolissime. Il concaggio emulsiona la massa, omogeneizzando in speciali macchinari, chiamati conche, la dispersione delle particelle solide. La massa di cioccolato viene sbattuta nelle conche per 24/72 ore a 60°/70°. Nella fase della tempera la temperatura viene abbassata a 28°/31° per provocare la formazione della fase cristallina del burro di cacao. Seguono le fasi della formatura o ricopertura, e del confezionamento.
Suggerimenti per una piccola pausa.
Bar & pasticcerie: Al Bicerin, il più storico e caratteristico locale di Torino, aperto nel 1763, tutto legni, vetri, dolci e vecchie atmosfere. Piazza della Consolata, 15 tel.011.4369325.Caffè Torino, inaugurato nel 1903, è sinonimo di eleganza e servizio impeccabile, Piazza San Carlo, 204 tel.011.545118. Florio, aperto nel 1782, era il più aristocratico dei locali, veniva chiamato il caffè dei codini e dei Macchiavelli. Via Po, 8 tel.011.8173225. Baratti & Milano, già fornitore della Real Casa, è un locale signorile aperto nel 1875. Piazza Castello, 29 tel.011.4407138. San Carlo, aperto nel 1832, salotto intellettuale e roccaforte del Risorgimento, è il più prestigioso salotto di Torino. Via Valprato, 76/a tel.011.24081082. Platti, aperto nel 1870, ebbe tra i suoi clienti, Pavese, Einaudi, Giovanni Agnelli. Corso Vittorio Emanuele II, 72, tel.011.5069056. Mulassano, aperto nel 1907, era il ritrovo abituale dei notabili di corte e degli artisti del Teatro Regio, Piazza Castello, 15 tel.011.547990. Pepino, bar lussuoso in Piazza Carignano accanto al teatro Carignano, è famoso per aver inventato il Pinguino. Piazza Carignano, 8 tel.011.542009.
Enoteche: Antica Enoteca del borgo, i migliori vini piemontesi, italiani ed esteri, salumi e formaggi piemontesi. Via Monferrato, 4 tel.011.8190461. I 3 Galli, ottimi vini, taglieri e piatti gastronomici. Via Sant’Agostino, 25 tel.011.5216027. La Drogheria, locale accogliente con una grande tavola di marmo e legno al centro, serve vini, cibo e libri. Piazza Vittorio Veneto, 18 tel.011.8122414. Sapordivino, vini e delizie gastronomiche, Via Borgo Dora, 25/h tel.011.4365104. Vinicola ai Sorji, vini eccellenti, formaggi, salumi, verdure, kirsh, frittatine e solo bibite autoctone. Via Matteo Pescatore, 10/c tel.011.835667.